Le agevolazioni fiscali, sotto forma di detrazione dall’imposta sul reddito, hanno consentito negli anni a milioni di soggetti privati di ristrutturare o riqualificare energeticamente i propri immobili.
L’Ecobonus, l’agevolazione fiscale per gli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici (isolamenti termici, sostituzione infissi, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di produzione di acqua calda sanitaria con pompe di calore, solare termico, ecc.), è stato introdotto dalla legge finanziaria 2007 (legge 296/2006) ed è attualmente disciplinato dal decreto legge 63/2013.
Il Bonus Casa, invece, è l’agevolazione fiscale sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio ed è disciplinato dal DPR 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).
Entrambe le agevolazioni consistono in una detrazione fiscale da ripartire in 10 rate annuali di pari importo:
- all’Ecobonus possono accedere sia le persone fisiche, consentendo la detrazione dall’IRPEF, sia le persone giuridiche (partite IVA), che, in questo caso, possono detrarre le spese dall’IRES
- al Bonus Casa possono accedere esclusivamente gli immobili residenziali, consentendo la detrazione dall’IRPEF
Condizione indispensabile per fruire delle agevolazioni è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, accatastati o per i quali è stato richiesto l’accatastamento. Nel caso dell’Ecobonus gli immobili possono appartenere a qualsiasi categoria catastale, anche rurale, compresi gli immobili strumentali per l’attività d’impresa o professionale, gli immobili merce o gli immobili patrimoniali. Nel caso del Bonus Casa gli immobili devono appartenere esclusivamente alle categorie catastali residenziali (Gruppo A), anche rurali, e alle loro pertinenze.
L’utimo dato, riportato nel Rapporto Annuale sulle Detrazioni Fiscali 2024, pubblicato da ENEA, indica che nel 2023 sono stati eseguiti in Italia 627.933 interventi di Ecobonus, per complessivi 5 miliardi 861 milioni 140.000 € (98 milioni 250.000 € in Sardegna), e 634.666 interventi di Bonus Casa (questi ultimi sono solo gli interventi che prevedono l’inserimento nel Portale ENEA della scheda descrittiva, ovvero quelli che comportano un miglioramento energetico dell’edificio; sono esclusi, quindi, tutti gli interventi esclusivamente edili).
Le detrazioni fiscali 2025
Il Portale per la trasmissione della scheda descrittiva per gli interventi che possono usufruire di Ecobonus o Bonus Casa è stato reso disponibile il 30 giugno 2025.
Entrambe le agevolazioni prevedono l’obbligo di trasmissione della scheda descrittiva entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Per tutti i lavori conclusi tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2025, data nella quale il Portale ENEA è stato reso disponibile, i 90 giorni decorrono da tale data, portando la scadenza al 28 settembre 2025.
Per i lavori conclusi nel 2025 l’aliquota di detrazione fiscale, sia per Ecobonus, sia per Bonus Casa, è pari al 36%, elevata al 50% esclusivamente per gli interventi effettuati sulla prima casa (abitazione principale). Per il 2026 e 2027 le aliquote verranno ridotte e saranno, rispettivamente, pari al 30% e al 36%.
Un’importante novità è stata introdotta nel 2025, a seguito dell’entrata in vigore a livello europeo della direttiva Case Green: le caldaie, di ogni tipo, non possono più accedere a nessun tipo di incentivo.
La procedura per l’ottenimento delle detrazioni prevede:
- pagamenti effettuati con bonifico bancario o postale “parlante”, riportante nella causale la tipologia di intervento (riqualificazione energetica per l’Ecobonus; ristrutturazione edilizia per il Bonus Casa).
- invio della scheda descrittiva tramite il Portale ENEA, con tutte le informazioni relative all’intervento (dati del beneficiario, dati dell’immobile, tipologia e caratteristiche dell’intervento e, nel caso dell’Ecobonus, costi sostenuti, comprensivi delle spese professionali, e risparmio energetico atteso).
- per l’Ecobonus, l’acquisizione dell’asseverazione di un tecnico abilitato, che attesti la rispondenza degli interventi ai prescritti requisiti tecnici e dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) (in taluni casi, come la sostituzione degli infissi, l’installazione di impianti solari termici o la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore, l’asseverazione e l’APE possono essere sostituiti da una dichiarazione resa dai fornitori, che attesta il rispetto dei requisiti).
Gli errori più comuni
Gli errori più comuni riguardano:
- l’omessa trasmissione della scheda descrittiva, che comporta la decadenza dalla detrazione.
- l’inserimento di dati non coerenti con fatture e documentazione tecnica.
- assenza o incompletezza dell’asseverazione o della dichiarazione del fornitore.
L’invio della scheda descrittiva all’ENEA costituisce presupposto indispensabile per l’ottenimento delle detrazioni.
In caso di contestazioni, l’Agenzia delle Entrate può recuperare le somme già detratte, con applicazione di interessi e sanizioni.
E’ fondamentale, pertanto, affidarsi a tecnici qualificati, per evitare di incorrere in brutte sorprese.
Dichiarazione dei redditi e ripartizione della detrazione in dieci rate
Superata la fase tecnica, entra in gioco l’aspetto fiscale.
Le detrazioni fiscali previste da Ecobonus e Bonus Casa si fruiscono tramite la dichiarazione dei redditi, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo.
Se, per esempio, un contribuente ha sostenuto spese per lavori agevolati al 50% pari a 50.000 €, ha diritto ad una detrazione complessiva di 25.000 €. Tale detrazione viene ripartita in dieci rate annuali di pari importo, consentendo di usufruire annualmente di una detrazione di 2.500 €.
La detrazione può essere fruita solo nei limiti dell’imposta dovuta: se in un determinato anno la capienza fiscale del contribuente è inferiore alla quota spettante, la parte eccedente va persa e non può essere recuperata negli anni successivi.
Nel nostro esempio che prevede una detrazione di 2.500 €/anno, se in uno degli anni il contribuente deve pagare 1.900 € di imposte, i 600 € eccedenti vanno persi e non possono essere recuperati negli anni successivi.
Questo aspetto è spesso sottovalutato ed è, perciò, fondamentale affidarsi a consulenti fiscali (commercialisti o CAF), che possano verificare in anticipo la capienza fiscale, suggerendo eventuali strategie, come la distribuzione dei lavori su più anni o il ricorso ad altri bonus, che non prevedono detrazioni fiscali (es. Conto Termico).
Prospettive
Il 19 settembre 2025 la viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Vannia Gava, ha annunciato:
“Insieme al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, stiamo lavorando per cercare di portare al 50% le detrazioni fiscali anche nel 2026 e valutiamo di rendere possibile usufruirne in cinque anni, anziché in dieci, rendendo le agevolazioni più immediate e convenienti”.
L’obiettivo è di evitare la riduzione delle aliquote almeno per il 2026, ma si dovrà scontrare con la difficile composizione della legge di Bilancio, perché la conferma delle aliquote del 2025 costerebbe allo Stato circa 2 miliardi di €.
Dovremo attendere l’approvazione della legge di Bilancio, prevista, come ogni anno, per gli ultimi giorni di dicembre.
Conclusioni
Da tutto quanto esposto fin qui, la raccomandazione per i potenziali beneficiari di Ecobonus e Bonus Casa è non aspettare l’ultimo momento, verificare con largo anticipo la completezza della documentazione, affidarsi a professionisti qualificati e mantenere un archivio ordinato di fatture, bonifici parlanti e asseverazioni tecniche (o dichiarazioni dei fornitori).
Solo così si è sicuri di poter usufruire in totale tranquillità delle detrazioni fiscali, evitando brutte sorprese.