Il panorama delle agevolazioni fiscali per il recupero edilizio è in fermento. La Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024) ha introdotto modifiche sostanziali al “Bonus Casa”, l’agevolazione fiscale più conosciuta e utilizzata dagli italiani per i lavori di ristrutturazione. Le novità, che entrano in vigore dal 1° gennaio 2025, ridisegnano le regole di accesso, introducendo una stretta sull’aliquota e, per la prima volta, un limite basato sul reddito del contribuente.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia e chi sarà maggiormente impattato da questa riforma.
Le modifiche chiave: cosa cambia dal 1° Gennaio 2025
Le nuove norme modificano direttamente l’articolo 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi (D.P.R. n. 917/86) e introducono un nuovo articolo (il 16-ter). Le tre novità principali sono:
1. Anticipo dell’aliquota ridotta al 36%
La novità più impattante è l’anticipo della riduzione dell’aliquota. La detrazione IRPEF standard per le spese di recupero del patrimonio edilizio scende al 36% già a partire dalle spese sostenute dal 1° gennaio 2025. Viene così anticipata la misura di riduzione che, senza questo intervento, sarebbe scattata solo negli anni successivi.
2. Il nuovo limite di reddito da 75.000 Euro
La Legge di Bilancio 2025 introduce una novità assoluta con il nuovo articolo 16-ter del TUIR: un limite agli oneri e alle spese detraibili per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Questo significa che i contribuenti ad alto reddito vedranno una riduzione della base su cui calcolare la propria detrazione, limitando di fatto il beneficio fiscale.
3. L’eccezione al 50% per l’abitazione principale
Non ci sono però solo restrizioni. La legge ha rimodulato i benefici per il triennio 2025-2027, introducendo un’importante eccezione. I contribuenti potranno ancora beneficiare di un’aliquota più elevata, al 50%, se le spese sono sostenute per interventi su:
- Unità immobiliari adibite ad abitazione principale;
- A condizione che il beneficiario sia il titolare del diritto di proprietà (o di altro diritto reale di godimento) sull’immobile.
Questa misura mira a proteggere i lavori effettuati sulla “prima casa”, differenziandoli da quelli su eventuali seconde case o immobili a reddito.
Per cosa Resta valido il bonus casa?
Nonostante le modifiche alle aliquote, l’ambito di applicazione del Bonus Casa rimane vasto. L’agevolazione continua a coprire una serie di interventi cruciali:
- Manutenzione straordinaria (per singole unità abitative);
- Restauro e risanamento conservativo;
- Ristrutturazione edilizia;
- Manutenzione ordinaria (solo per le parti comuni dei condomini).
Inoltre, il bonus si estende anche all’acquisto di immobili a uso abitativo facenti parte di edifici interamente ristrutturati, alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali e all’installazione di impianti fotovoltaici.
Non solo detrazioni: gli altri vantaggi fiscali
È importante ricordare che i benefici fiscali per chi ristruttura non si esauriscono con la detrazione IRPEF. Restano in vigore altre significative agevolazioni che alleggeriscono il costo complessivo dei lavori:
- IVA in misura ridotta (aliquota agevolata) su determinate prestazioni e beni;
- La possibilità di portare in detrazione gli interessi passivi pagati sui mutui stipulati specificamente per ristrutturare l’abitazione principale.
Per navigare con sicurezza tra le nuove aliquote, i limiti di reddito e i requisiti per l’abitazione principale, è stata predisposta una guida aggiornata che illustra modalità e adempimenti per richiedere correttamente tutti i benefici fiscali.