Fontenergy S.r.l.
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Fontenergy Srl - Soluzioni Energetiche Alternative
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News

Le news aziendali di Fontenergy srl - Soluzioni Energetiche Alternative

04/06/2014: Dal 1° luglio al via la sperimentazione della tariffa D1, rivolta ai clienti domestici in bassa tensione che utilizzano pompe di calore elettriche
Dal 1° luglio p.v. verrà avviata la sperimentazione tariffaria su scala nazionale rivolta ai clienti domestici in bassa tensione che utilizzano pompe di calore elettriche come unico sistema di riscaldamento delle proprie abitazioni di residenza.

Si tratta, in pratica, di una tariffa fissa, che eliminerà la progressività del prezzo del kWh, riguardante prevalentemente le tariffe cosiddette “di maggior tutela” applicate a tutti gli utenti che ancora non sono transitati al mercato libero dell’energia.

A motivare l’avvio di questa tariffa sperimentale, che si chiamerà D1, vi è la spinta all’efficienza energetica, ottenibile, innanzi tutto, incentivando la diffusione degli impianti a pompa di calore, siano essi a espansione diretta (split o VRF) o idronici (aria/acqua o geotermici). Questi impianti consentono di ottenere notevoli risparmi energetici rispetto anche alle caldaie a condensazione più evolute.

Uno dei limiti che finora ha impedito la diffusione delle pompe di calore è stata proprio la progressività del costo del kWh, che comporta la moltiplicazione del costo dell’energia elettrica al superamento di determinate soglie, facilmente raggiungibili con l’utilizzo di queste tecnologie.

La tariffa D1 verrà avviata in via sperimentale, riservandola esclusivamente alle utenze domestiche, sia con contratti di maggior tutela, sia già transitati al mercato libero, fino a fine anno. Successivamente verrà avviata una nuova consultazione pubblica per verificarne la bontà.

È stato fissato un costo di circa 0,23 €/kWh, rispetto all’attuale progressione che va dai 0,10 €/kWh agli oltre 0,40 €/kWh.

Per accedere alla tariffa sperimentale D1 è stata semplificata al massimo la burocrazia.

Occorrerà esprimere per iscritto un’adesione volontaria al venditore con un modulo standard e con relativa documentazione di supporto. Per meglio comprendere di cosa si tratta riportiamo, come esempio, il link alla pagina di Enel Servizio Elettrico, in cui è possibile scaricare i moduli per l’adesione alla tariffa sperimentale D1.

Una volta presentata la richiesta, il venditore comunicherà al cliente la data di partenza della tariffa sperimentale D1, con una prima data possibile indicata, appunto, nel 1° luglio p.v.

Per accedere alla tariffa sperimentale D1 l’utente non subirà alcun onere, anche se dovrà farsi carico dell’eventuale cambio di potenza del contatore, se richiesto.

Coloro che aderiranno alla sperimentazione hanno comunque la garanzia di poter recedere in qualunque momento, con una semplice comunicazione al gestore, perdendo, però la possibilità di accedere nuovamente alla tariffa sperimentale D1, almeno nella prima fase di avvio.

La tariffa sperimentale D1 sarà riservata esclusivamente a coloro che potranno dimostrare di utilizzare le pompe di calore come unico impianto di riscaldamento domestico, ovvero, se sono presenti altri generatori di calore:
- questi devono svolgere mera funzione di integrazione della pompa di calore e sono alimentati da fonti rinnovabili (ad es. camino/stufa a legna/pellet, collettori solari termici)
- il loro utilizzo è meramente riservato a situazioni di emergenza (ad es. caldaie a gas/gasolio preesistenti all’installazione della pompa di calore), anche in considerazione del fatto che il sistema a pompa di calore deve risultare da solo in grado di coprire l’intero fabbisogno termico per riscaldamento dell’abitazione.

Non sarà necessario creare una seconda linea elettrica, ma si potrà utilizzare un unico contatore che alimenterà con la tariffa sperimentale D1 tutte le apparecchiature elettriche domestiche.

Cliccando qui è possibile scaricare il testo ufficiale della Deliberazione 8 maggio 2014 205/2014/R/EEL dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico, che avvia la sperimentazione della tariffa D1.

26/03/2014: Detrazione Irpef 65% - On line il sito per la trasmissione all'Enea delle richieste di detrazione relative ad interventi di riqualificazione energetica ultimati nel 2014
È on line il sito http://finanziaria2014.enea.it, per la trasmissione all’Enea delle richieste di detrazione relative ad interventi di riqualificazione energetica ultimati nel 2014.

Il sito è dedicato all’invio telematico all’Enea della documentazione necessaria ad usufruire delle detrazioni fiscali del 55-65% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente (istituite con legge finanziaria 2006), che in seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27/12/2013 della Legge 27 dicembre 2013 n. 147 (Legge di Stabilità 2014), sono state prorogate nella misura del 65%, per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 e nella misura del 50% per le spese sostenute dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015.

Nel caso di interventi relativi a parti comuni di edifici condominiali o che interessino tutte le unità di un condominio, queste detrazioni sono prorogate nella misura del 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2015 e nella misura del 50% per le spese sostenute dal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016.

Per tutte le informazioni sulle detrazioni stesse, si invitano tecnici e cittadini a consultare il portale informativo.

13/03/2014: Fontenergy è la nuova agenzia della Cillichemie Italiana
Fontenergy è la nuova agenzia per le province di Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Nuoro della Cillichemie Italiana (www.cillichemie.com).

La Cillichemie fa parte del Gruppo BWT ed è presente sul mercato depurazione acqua da moltissimi anni.

La Cillichemie cura da vicino l’intero ciclo dell’acqua dalla fonte all’utilizzatore e mette a disposizione tecnologie elaborate dal proprio centro di ricerca e sviluppo.

La Cillichemie da sempre ha l’obiettivo di difendere l’ambiente per un pianeta blu mettendo a disposizione dei consumatori, dell’industria, degli acquedotti, un’acqua particolarmente pura rispondente alle più severe prescrizioni imposte dai Ministeri della Salute a livello mondiale, progettando e realizzando prodotti e impianti per i quali si tiene sempre in considerazione ai massimi livelli la necessaria caratteristica di depurare perfettamente l’acqua in modo tale da proteggere contemporaneamente anche l’ambiente.

18/02/2014: Agenzia delle Entrate - Pubblicato l'aggiornamento della Guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (detrazione Irpef 50%)
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’aggiornamento della Guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (Clicca qui per scarica la Guida)

La detrazione fiscale per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).

Dal 1° gennaio 2012 l’agevolazione è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall’Irpef.

Negli ultimi anni la normativa che regola la materia è stata più volte modificata. Le novità più recenti sono state introdotte:
- dal decreto legge n. 83/2012, che ha elevato, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, la misura della detrazione (50%, invece di quella ordinaria del 36%) e l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio (96.000 euro per unità immobiliare, invece che 48.000 euro)
- dal decreto legge n. 63/2013, che ha esteso questi maggiori benefici alle spese effettuate entro il 31 dicembre 2013
- dalla legge n. 147/2013 (legge di stabilità 2014), che ha prorogato al 31 dicembre 2014 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), sempre con il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, e stabilito una detrazione del 40% per le spese che saranno sostenute nel 2015.

Dal 1° gennaio 2016 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare.

La legge di stabilità 2014 ha inoltre prorogato:
1. la detrazione delle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive. Per questa detrazione sono state fissate le seguenti misure:
- 65%, per le spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2014
- 50%, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015
L’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare l’importo di 96.000 euro.
2. la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014. La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Tra le principali regole e i vari adempimenti modificati da altre recenti disposizioni si segnala, infine:
- l’abolizione dell’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara
- la riduzione della percentuale (dal 10 al 4%) della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare
- l’eliminazione dell’obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori
- la facoltà riconosciuta al venditore, nel caso in cui l’unità immobiliare sulla quale sono stati eseguiti i lavori sia ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione, di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile
- l’obbligo per tutti i contribuenti di ripartire l’importo detraibile in 10 quote annuali; dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali
- l’estensione dell’agevolazione agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.

15/01/2014: Agenzia delle Entrate - Guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico - Aggiornamento Dicembre 2013
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un nuovo aggiornamento della Guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

La legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147) ha prorogato la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

L’agevolazione è stata confermata nella misura del 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014. La detrazione è invece pari al 50% per le spese che saranno effettuate nel 2015.

Per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, la detrazione si applica nella misura del:
- 65%, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 30 giugno 2015
- 50%, per le spese che saranno effettuate dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016.

Dal 1° gennaio 2016 (per i condomini dal 1° luglio 2016) l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale (del 36%) prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.

La guida descrive i vari tipi di intervento per i quali si può richiedere la detrazione (dall’Irpef e dall’Ires) e riassume gli adempimenti richiesti e le procedure da seguire per poterne usufruire.

Tra le principali disposizioni introdotte negli ultimi anni, ricordiamo:
- l’obbligo di inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate, quando i lavori proseguono oltre un periodo d’imposta - la modifica del numero di rate annuali in cui deve essere ripartita la detrazione (dal 2011 è obbligatorio, infatti, ripartire la detrazione in dieci rate annuali di pari importo)
- l’esonero dall’obbligo di presentazione dell’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica per la sostituzione di finestre, per l’installazione dei pannelli solari e per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
- la ritenuta d’acconto (del 4%) che banche e Poste devono operare sui bonifici effettuati dai contribuenti non titolari di reddito d’impresa
- l’eliminazione dell’obbligo di indicare separatamente il costo della manodopera nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.

09/01/2014: Impianti alimentati da fonti rinnovabili - Il 1 gennaio 2014 sono entrati in vigore i nuovi limiti imposti dal "Decreto Rinnovabili" (D.Lgs. 28/2011)
Dal 1 gennaio 2014 sono entrati in vigore in nuovi limiti imposti dal cosiddetto “Decreto Rinnovabili” (D.Lgs. 28/2011) che definisce i criteri di dotazione degli edifici di impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Ricordiamo che il “Decreto Rinnovabili” ha introdotto due nuove definizioni:
- “edificio di nuova costruzione”, inteso come un edificio per il quale la richiesta del titolo edilizio comunque denominato (Permesso di Costruire, Scia, Dia, etc.), sia stata presentata successivamente alla data di entrata in vigore del decreto. Quindi, non solo un semplice nuovo edificio, ma, più in generale, un edificio per il quale si richieda un nuovo titolo abilitativo successivamente al 29 marzo 2011;
- “edificio sottoposto a ristrutturazione rilevante”, inteso come edificio esistente avente superficie utile superiore a 1000 metri quadrati, soggetto a ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro oppure edificio esistente soggetto a demolizione e ricostruzione anche in manutenzione straordinaria.

Nel caso di edifici di nuova costruzione o edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, per i quali la richiesta del Titolo edilizio si ha dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50 % dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria (ACS) e delle seguenti percentuali della somma dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento:
- Edifici privati: 35%
- Edifici pubblici: 38,5%
- Edifici privati in Centro Storico: 17,5%
- Edifici pubblici in Centro Storico: 19,25%


Inoltre, per i medesimi edifici, la potenza elettrica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili che devono essere obbligatoriamente installati sopra o all’interno dell’edificio o nelle relative pertinenze, misurata in kW, è calcolata secondo la seguente formula:

P=S/K.

Dove:
S è la superficie in pianta dell’edificio al livello del terreno, misurata in mq.
K è un coefficiente (mq/kW) che assume il valore di 65
Per gli edifici pubblici gli obblighi sono incrementati del 10%.

Esempio applicativo:
- Superficie “S”, 50 mq – Minima potenza obbligatoria: 0,77 kWp
- Superficie “S”, 75 mq – Minima potenza obbligatoria: 1,15 kWp
- Superficie “S”, 100 mq – Minima potenza obbligatoria: 1,54 kWp
- Superficie “S”, 125 mq – Minima potenza obbligatoria: 1,92 kWp
- Superficie “S”, 150 mq – Minima potenza obbligatoria: 2,31 kWp
- Superficie “S”, 175 mq – Minima potenza obbligatoria: 2,69 kWp
- Superficie “S”, 200 mq – Minima potenza obbligatoria: 3,08 kWp

Gli obblighi descritti non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.

I pannelli solari termici o fotovoltaici disposti sui tetti degli edifici devono essere aderenti o integrati nei tetti medesimi, con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda (complanari alla superficie).

L’impossibilità tecnica di ottemperare, in tutto o in parte, agli obblighi di integrazione evidenziati deve essere evidenziata dal progettista nella relazione tecnica di cui all’articolo 4, comma 25 del decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59 (relazione ex legge 10) e dettagliata esaminando la non fattibilità di tutte le diverse opzioni tecnologiche disponibili.

Tali obblighi non si applicano agli edifici di cui alla Parte seconda e all’articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, e a quelli specificamente individuati come tali negli strumenti urbanistici, qualora il progettista evidenzi che il rispetto delle prescrizioni implica un’alterazione incompatibile con il loro carattere o aspetto, con particolare riferimento ai caratteri storici e artistici.

L’inosservanza degli obblighi descritti comporta il diniego del rilascio del titolo edilizio.

08/01/2014: Attestato di Prestazione Energetica (APE): è caos!
Durante le festività natalizie nel giro di pochi giorni sono stati emanati tre provvedimenti legislativi che hanno creato un quadro normativo piuttosto caotico in materia di certificazione energetica degli edifici:
- il 24 dicembre è entrato in vigore il cosiddetto decreto Destinazione Italia
- il 31 dicembre è entrato in vigore il cosiddetto decreto Milleproroghe
- il 1 gennaio è entrata in vigore la cosiddetta Legge di Stabilità per il 2014

Questi tre provvedimenti, che hanno accolto le richieste di diverse associazioni di categoria, evidentemente in contrasto tra loro, hanno modificato la normativa esistente, prima introducendo, quindi, modificando e in seguito annullando l’obbligo di allegare l’APE agli atti di compravendita e affitto degli immobili.

In sintesi:
- L’Unione Europea ha stabilito che sono nulli i contratti di compravendita e affitto stipulati in assenza dell’APE (Direttiva 2010/31/UE, recepita con la Legge Ecobonus). L’Italia ha esteso l’obbligo anche alle cessioni a titolo gratuito.
- Il decreto Destinazione Italia ha stabilito che i contratti senza APE sono comunque validi, ma che vengano sanzionati con multe che vanno dai 3.000 ai 18.000 €. Nelle locazioni di singole unità immobiliari le sanzioni vanno dai 1.000 ai 4.000 €, ridotte della metà nel caso di contratti di durata fino a tre anni. Invece, non è previsto alcun obbligo nei contratti di cessione a titolo gratuito.
- La Legge di Stabilità per il 2014 rimanda l’obbligo di allegare l’APE all’emanazione di un decreto ministeriale che dovrà adeguare il DM 26 giugno 2009 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici). Ciò, però, in evidente violazione delle norme emanate dell’Unione Europea.
- Il decreto Milleproroghe stabilisce che l’APE, nel caso degli immobili pubblici, potrà essere acquisito anche dopo l’atto di compravendita, senza, però, specificare il tempo entro il quale produrlo.

Al momento tutti i provvedimenti sono in vigore (i due decreti stanno seguendo l’iter di conversione in legge), per cui si resta in attesa che il legislatore fornisca dei chiarimenti che eliminino ogni possibile contraddizione.

04/12/2013: GSE - Informativa Antimafia: avvio raccolta documentazione necessaria ai controlli antimafia
Il GSE, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 99, comma 2-bis del D.Lgs. 159/2011, ha l’obbligo di acquisire d’ufficio, tramite le Prefetture, la documentazione antimafia per tutti gli operatori che ricevono incentivi dal GSE per un importo superiore a € 150.000, calcolato per l’intera durata del periodo incentivante.

Per poter trasmettere le richieste alle Prefetture competenti, il GSE deve acquisire da tali operatori la seguente documentazione:
- dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio, dalla quale risultino i dati dei soggetti da controllare a norma dell’art. 85 del D.Lgs. 159/2011;
- dichiarazioni sostitutive redatte ai sensi del D.P.R. 445 del 2000, a cura dei soggetti obbligati ex arti. 85 del D.Lgs. 159/2011, riferite ai loro familiari conviventi di maggiore età.

A tale scopo, è stata predisposta una nuova sezione nel portale informatico GWA denominata “Documentazione Antimafia” che consente agli operatori di scaricare i modelli delle dichiarazioni da compilare.

Tali dichiarazioni, opportunamente firmate e corredate da copia dei documenti di identità in corso di validità di ogni dichiarante, dovranno essere trasmesse al GSE sempre ed esclusivamente tramite l’indicata sezione del portale.

Sono disponibili nella sezione FAQ > Antimafia maggiori approfondimenti in materia.

Sarà cura del GSE avvisare di volta in volta, tramite invio di specifica comunicazione, gli operatori interessati, abilitandoli contemporaneamente alla sezione dedicata del portale GWA.

04/12/2013: Conto Termico: aggiornate le Regole Applicative per l’accesso agli incentivi di cui al DM 28 dicembre 2012
Il GSE comunica che sono state aggiornate le "Regole Applicative del D.M. 28 dicembre 2012" afferenti all’incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili e degli interventi di piccole dimensioni.

L’aggiornamento effettuato ha riguardato principalmente:

- il contratto tra Soggetto Responsabile dell’intervento e GSE, in conformità al contratto tipo di cui alla deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas 25 luglio 2013, 338/2013/R/wfr;

- la documentazione contabile attestante i costi sostenuti ai fini dell’ammissione agli incentivi;

- il contratto di rendimento energetico (energy performance contract – EPC) che l’Amministrazione pubblica, che intenda avvalersi di una ESCO, deve sottoscrivere:

- il contratto di prestazione/servizio energetico (rendimento energetico o di servizio energia, anche Plus) che il soggetto privato, che intenda avvalersi di una ESCO, deve sottoscrivere;

- l’integrazione di alcuni allegati:
° Allegato 3 “Fac-simile richiesta concessione degli incentivi (accesso diretto)”
° Allegato 10 “Fac-simile contratto”
° Allegato 11” Modello autorizzazione del proprietario (accesso diretto)”
° Allegato 12 “Sintesi della documentazione per la richiesta dell’incentivo (accesso diretto)”
° Allegato 13 “Modello dichiarazione di rispondenza del contratto ai requisiti del contratto di servizio energia o di servizio energia Plus/contratto di rendimento energetico (EPC) e delle spese sostenute (accesso diretto/a preventivo)”
° Allegato 14 “Modello di dichiarazione delle spese sostenute in presenza di una convenzione servizio energia con Consip o con centrale di acquisti regionale (accesso a preventivo)”
° Allegato 15 “Modello di asseverazione dell’intervento”

Tutte le informazioni sono disponibili nella sezione web “Conto Termico”.

26/11/2013: Agenzia delle Entrate - Niente registro né bollo sull’Attestato di prestazione energetica - Le istruzioni del Fisco su Ape e contratti di locazione
L’Agenzia delle Entrate ha emesso un comunicato stampa in cui si danno ulteriori chiarimenti sugli Attestati di prestazione energetica, relativamente all’imposta di registro e ai bolli.

Riportiamo integralmente il comunicato stampa. Se lo si vuole scaricare direttamente dal sito dell'Agenzia delle Entrate clicca qui

“COMUNICATO STAMPA

Niente registro né bollo sull’Attestato di prestazione energetica – Le istruzioni del Fisco su Ape e contratti di locazione

Niente bollo né imposta di registro sull’Ape, l’Attestato di prestazione energetica che dal 2013 va allegato obbligatoriamente agli atti di trasferimento a titolo gratuito e ai contratti di vendita e di locazione di immobili. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 83/E diffusa oggi, che risponde ai dubbi dei contribuenti sul regime tributario da applicare all’Ape al momento della registrazione dei contratti di affitto.

Come allegare l’Ape al contratto - I soggetti tenuti alla registrazione del contratto di locazione possono scegliere se procedere alla registrazione in formato cartaceo presso un ufficio dell’Agenzia, oppure telematicamente tramite le applicazioni disponibili sul sito delle Entrate, Locazioni web, Siria e Iris. In questo caso, però, poiché non è previsto l’invio di allegati, il contribuente potrà presentare l’allegato in un momento successivo presso un ufficio dell’Agenzia, insieme all’attestazione di avvenuta registrazione del contratto in via telematica.

Zero bollo e registro, tranne alcune eccezioni – L’attestato di prestazione energetica, allegato in originale o in copia semplice, non è soggetto a imposta di bollo, eccetto il caso in cui si tratti di una copia con dichiarazione di conformità all’originale rilasciata da un pubblico ufficiale. In questo caso si applica il bollo nella misura di 16 euro per ogni foglio. L’imposta di registro, infine, non è mai dovuta, tranne nel caso in cui, dopo aver registrato il contratto di locazione, il contribuente decide di registrare l’Ape per dare data certa all’attestato. In questa ipotesi è dovuta l’imposta fissa di registro, pari a 168 euro.

Il testo della risoluzione è disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.it, nella sezione “Normativa e prassi”.

Roma, 22 novembre 2013”